Il caffè calabrese: quando la liquirizia incontra l’espresso

Caffè calabrese con liquirizia servito in tazzina di vetro
Una bevanda simbolo della tradizione calabrese: espresso intenso e liquirizia, serviti come rito di ospitalità e convivialità.

Nel ricco panorama delle tradizioni gastronomiche italiane, il caffè calabrese rappresenta un’esperienza unica, nata dall’incontro tra l’arte dell’espresso e uno dei tesori più preziosi della Calabria: la liquirizia.

Più che una semplice bevanda, il caffè calabrese è un rituale identitario, un gesto di accoglienza e un concentrato di storia, territorio e sapori mediterranei.

Le origini: la liquirizia, oro nero della Calabria

La storia della liquirizia calabrese affonda le sue radici nell’antichità. La pianta (Glycyrrhiza glabra) fu probabilmente introdotta dai Greci nel VII secolo a.C., trovando lungo le coste ioniche e nelle aree collinari calabresi un ambiente ideale per sviluppare varietà uniche.

Dalla piana di Sibari fino a Crotone e Reggio Calabria, passando per la valle del Crati e la fascia tirrenica, la liquirizia divenne nei secoli una risorsa economica fondamentale. Già nel Settecento il “sugo di regolizia” garantiva profitti rilevanti, con esportazioni verso Francia, Germania e Russia.

Non è un caso che la Liquirizia di Calabria abbia ottenuto nel 2011 il riconoscimento europeo di Denominazione di Origine Protetta (DOP), a tutela di una tradizione secolare.

Quando nasce il caffè calabrese

Non esiste una data precisa di “invenzione” del caffè calabrese, ma la sua diffusione è profondamente legata alla cultura popolare. Nei bar e nelle case calabresi, soprattutto nella provincia di Cosenza, questa bevanda si afferma come digestivo d’elezione dopo i pasti abbondanti.

Se il caffè rappresenta il momento della socialità, la liquirizia aggiunge corpo, dolcezza naturale e un aroma inconfondibile, capace di trasformare l’espresso in qualcosa di completamente nuovo.

La ricetta tradizionale del caffè calabrese

Ingredienti:

Procedimento:

La preparazione del caffè calabrese è semplice ma precisa. Si inizia pestando finemente la pastiglia di liquirizia in un mortaio, fino a ottenere una polvere sottile.

In un pentolino si scioglie lo zucchero di canna insieme al brandy o cognac, creando una base calda e omogenea. A questo punto si incorpora la liquirizia, mescolando fino a ottenere una miscela densa e profumata.

L’espresso, rigorosamente ristretto e intenso, viene versato direttamente nella tazzina contenente la miscela. Si mescola delicatamente e si serve ben caldo.

La tradizione prevede numerose varianti: liquore alla liquirizia per un gusto più morbido, scorza di limone per una nota agrumata, oppure panna montata per una versione più cremosa.

Curiosità e benefici

Il caffè calabrese unisce le proprietà digestive della liquirizia all’effetto energizzante della caffeina, rendendolo ideale dopo i pasti. Va però consumato con moderazione: chi soffre di ipertensione dovrebbe evitarlo, poiché la liquirizia può influire sulla pressione arteriosa.

Dal punto di vista culturale, questa bevanda è un vero rito identitario. Tradizionalmente servita in tazzine di vetro, viene offerta come segno di ospitalità, condivisione e rispetto.

Un sapore che racconta la Calabria

Il caffè calabrese è la dimostrazione di come ingredienti semplici possano raccontare storie profonde. Un piccolo gesto quotidiano che racchiude secoli di storia, tradizione agricola e identità territoriale.

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